Trieste: Piazza della Borsa. Fontana del Nettuno.

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Foto Paolo Carbonaio
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Opera realizzata dall’architetto bergamasco Giovanni Mazzoleni (1750). Precedentemente era sistemata in Piazza Venezia dove era stata spostata per sostituire quella di Massimiliano d’Austria a sua volta spostata nel Parco di Miramare. Ora ricollocata in Piazza della Borsa, mentre la statua di Massimiliano d’Austria è ritornata in Piazza Veneziadopo la sua riqualificazione.
– “Il 24 marzo 1755 il primo tenente d’artiglieria ingegnere Giovanni Corrado de Gerhard, direttore della Commissione alle Fabriche, stese con Giovanni Mazzoleni l’accordo “per l’erezione d’una fontana vicino al Canal Piccolo nella Città Teresa”. Il contratto, approvato il 5 aprile dal capitano civile e comandante militare conte de Hamilton, prevedeva la realizzazione dell’opera a norma di un disegno generale, a cui lo scultore doveva attenersi non solo nelle dimensioni indicate, ma soprattutto nell’aspetto del gruppo scultoreo. All’epoca, il luogo sul quale venne eretta questa elegante fontana era un’area appena interrata che sul lato verso la Città Vecchia era delimitata dal tracciato delle mura medievali, fatte demolire con decreto del 1749 dall’imperatrice Maria Teresa, e l’unico grande edificio allora esistente era quello della Dogana (1750-54). Quest’ultimo si presentava come un’estesa costruzione di forme lineari, decorata unicamente da un ampio balcone sovrapposto al portale di forme settecentesche ed era collocato sul fondo dove ora sorge il Palazzo del Tergesteo. Il sito ancora extraurbano si apriva direttamente verso il mare in linea con il Canal Piccolo, ancora esistente sull’area poi interrata per la costruzione del palazzo della Borsa: sarà quindi molto più tarda la valorizzazione scenografica di questa piazza dalla forma di triangolo irregolare, in cui la fontana si è col tempo trovata in una posizione nè esattamente al centro, nè in un punto funzionalmente coerente alla struttura urbanistica del luogo.
“Con il pretesto che “costituiva un forte ingombro alla viabilità”, il 9 giugno 1930 la fontana fu tolta dal luogo che l’aveva ospitata per ben 165 anni. Smontata, rimase nei depositi comunali fino a quando, il 30 giugno 1951, la nuova ricostruzione attuata dallo scultore Nino Spagnoli e promossa dalla Società di Minerva – fu inaugurata in piazza Venezia alla presenza del sindaco Gianni Bartoli. Il lavoro di montaggio comportò allo Spagnoli un difficile impegno di restauro e ricostruzione dei numerosi pezzi della fontana, mal conservati o dispersi durante i lunghi trentun anni di deposito. La fontana fu collocata nel punto in cui sorgeva il monumento a Ferdinando Massimiliano, da qui allontanato per motivi politici nel 1920. Bene si inserì questa fontana, circondata da un piccolo giardino munito di comode panchine tra alberi e fiori, in una piazza dal limpido scenario sul mare aperto, degno dello sguardo dominatore del dio Nettuno.” (da: paolorovis blogspot)
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Opera realizzata dall’architetto bergamasco Giovanni Mazzoleni (1750). Precedentemente era sistemata in Piazza Venezia dove era stata spostata per sostituire quella di Massimiliano d’Austria a sua volta spostata nel Parco di Miramare. Ora ricollocata in Piazza della Borsa, mentre la statua di Massimiliano d’Austria è ritornata in Piazza Veneziadopo la sua riqualificazione.
– “Il 24 marzo 1755 il primo tenente d’artiglieria ingegnere Giovanni Corrado de Gerhard, direttore della Commissione alle Fabriche, stese con Giovanni Mazzoleni l’accordo “per l’erezione d’una fontana vicino al Canal Piccolo nella Città Teresa”. Il contratto, approvato il 5 aprile dal capitano civile e comandante militare conte de Hamilton, prevedeva la realizzazione dell’opera a norma di un disegno generale, a cui lo scultore doveva attenersi non solo nelle dimensioni indicate, ma soprattutto nell’aspetto del gruppo scultoreo. All’epoca, il luogo sul quale venne eretta questa elegante fontana era un’area appena interrata che sul lato verso la Città Vecchia era delimitata dal tracciato delle mura medievali, fatte demolire con decreto del 1749 dall’imperatrice Maria Teresa, e l’unico grande edificio allora esistente era quello della Dogana (1750-54). Quest’ultimo si presentava come un’estesa costruzione di forme lineari, decorata unicamente da un ampio balcone sovrapposto al portale di forme settecentesche ed era collocato sul fondo dove ora sorge il Palazzo del Tergesteo. Il sito ancora extraurbano si apriva direttamente verso il mare in linea con il Canal Piccolo, ancora esistente sull’area poi interrata per la costruzione del palazzo della Borsa: sarà quindi molto più tarda la valorizzazione scenografica di questa piazza dalla forma di triangolo irregolare, in cui la fontana si è col tempo trovata in una posizione nè esattamente al centro, nè in un punto funzionalmente coerente alla struttura urbanistica del luogo.
“Con il pretesto che “costituiva un forte ingombro alla viabilità”, il 9 giugno 1930 la fontana fu tolta dal luogo che l’aveva ospitata per ben 165 anni. Smontata, rimase nei depositi comunali fino a quando, il 30 giugno 1951, la nuova ricostruzione attuata dallo scultore Nino Spagnoli e promossa dalla Società di Minerva – fu inaugurata in piazza Venezia alla presenza del sindaco Gianni Bartoli. Il lavoro di montaggio comportò allo Spagnoli un difficile impegno di restauro e ricostruzione dei numerosi pezzi della fontana, mal conservati o dispersi durante i lunghi trentun anni di deposito. La fontana fu collocata nel punto in cui sorgeva il monumento a Ferdinando Massimiliano, da qui allontanato per motivi politici nel 1920. Bene si inserì questa fontana, circondata da un piccolo giardino munito di comode panchine tra alberi e fiori, in una piazza dal limpido scenario sul mare aperto, degno dello sguardo dominatore del dio Nettuno.” (da: paolorovis blogspot)
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Opera realizzata dall’architetto bergamasco Giovanni Mazzoleni (1750). Precedentemente era sistemata in Piazza Venezia dove era stata spostata per sostituire quella di Massimiliano d’Austria a sua volta spostata nel Parco di Miramare. Ora ricollocata in Piazza della Borsa, mentre la statua di Massimiliano d’Austria è ritornata in Piazza Veneziadopo la sua riqualificazione.
– “Il 24 marzo 1755 il primo tenente d’artiglieria ingegnere Giovanni Corrado de Gerhard, direttore della Commissione alle Fabriche, stese con Giovanni Mazzoleni l’accordo “per l’erezione d’una fontana vicino al Canal Piccolo nella Città Teresa”. Il contratto, approvato il 5 aprile dal capitano civile e comandante militare conte de Hamilton, prevedeva la realizzazione dell’opera a norma di un disegno generale, a cui lo scultore doveva attenersi non solo nelle dimensioni indicate, ma soprattutto nell’aspetto del gruppo scultoreo. All’epoca, il luogo sul quale venne eretta questa elegante fontana era un’area appena interrata che sul lato verso la Città Vecchia era delimitata dal tracciato delle mura medievali, fatte demolire con decreto del 1749 dall’imperatrice Maria Teresa, e l’unico grande edificio allora esistente era quello della Dogana (1750-54). Quest’ultimo si presentava come un’estesa costruzione di forme lineari, decorata unicamente da un ampio balcone sovrapposto al portale di forme settecentesche ed era collocato sul fondo dove ora sorge il Palazzo del Tergesteo. Il sito ancora extraurbano si apriva direttamente verso il mare in linea con il Canal Piccolo, ancora esistente sull’area poi interrata per la costruzione del palazzo della Borsa: sarà quindi molto più tarda la valorizzazione scenografica di questa piazza dalla forma di triangolo irregolare, in cui la fontana si è col tempo trovata in una posizione nè esattamente al centro, nè in un punto funzionalmente coerente alla struttura urbanistica del luogo.
“Con il pretesto che “costituiva un forte ingombro alla viabilità”, il 9 giugno 1930 la fontana fu tolta dal luogo che l’aveva ospitata per ben 165 anni. Smontata, rimase nei depositi comunali fino a quando, il 30 giugno 1951, la nuova ricostruzione attuata dallo scultore Nino Spagnoli e promossa dalla Società di Minerva – fu inaugurata in piazza Venezia alla presenza del sindaco Gianni Bartoli. Il lavoro di montaggio comportò allo Spagnoli un difficile impegno di restauro e ricostruzione dei numerosi pezzi della fontana, mal conservati o dispersi durante i lunghi trentun anni di deposito. La fontana fu collocata nel punto in cui sorgeva il monumento a Ferdinando Massimiliano, da qui allontanato per motivi politici nel 1920. Bene si inserì questa fontana, circondata da un piccolo giardino munito di comode panchine tra alberi e fiori, in una piazza dal limpido scenario sul mare aperto, degno dello sguardo dominatore del dio Nettuno.” (da: paolorovis blogspot)
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– “Il 24 marzo 1755 il primo tenente d’artiglieria ingegnere Giovanni Corrado de Gerhard, direttore della Commissione alle Fabriche, stese con Giovanni Mazzoleni l’accordo “per l’erezione d’una fontana vicino al Canal Piccolo nella Città Teresa”. Il contratto, approvato il 5 aprile dal capitano civile e comandante militare conte de Hamilton, prevedeva la realizzazione dell’opera a norma di un disegno generale, a cui lo scultore doveva attenersi non solo nelle dimensioni indicate, ma soprattutto nell’aspetto del gruppo scultoreo. All’epoca, il luogo sul quale venne eretta questa elegante fontana era un’area appena interrata che sul lato verso la Città Vecchia era delimitata dal tracciato delle mura medievali, fatte demolire con decreto del 1749 dall’imperatrice Maria Teresa, e l’unico grande edificio allora esistente era quello della Dogana (1750-54). Quest’ultimo si presentava come un’estesa costruzione di forme lineari, decorata unicamente da un ampio balcone sovrapposto al portale di forme settecentesche ed era collocato sul fondo dove ora sorge il Palazzo del Tergesteo. Il sito ancora extraurbano si apriva direttamente verso il mare in linea con il Canal Piccolo, ancora esistente sull’area poi interrata per la costruzione del palazzo della Borsa: sarà quindi molto più tarda la valorizzazione scenografica di questa piazza dalla forma di triangolo irregolare, in cui la fontana si è col tempo trovata in una posizione nè esattamente al centro, nè in un punto funzionalmente coerente alla struttura urbanistica del luogo.
“Con il pretesto che “costituiva un forte ingombro alla viabilità”, il 9 giugno 1930 la fontana fu tolta dal luogo che l’aveva ospitata per ben 165 anni. Smontata, rimase nei depositi comunali fino a quando, il 30 giugno 1951, la nuova ricostruzione attuata dallo scultore Nino Spagnoli e promossa dalla Società di Minerva – fu inaugurata in piazza Venezia alla presenza del sindaco Gianni Bartoli. Il lavoro di montaggio comportò allo Spagnoli un difficile impegno di restauro e ricostruzione dei numerosi pezzi della fontana, mal conservati o dispersi durante i lunghi trentun anni di deposito. La fontana fu collocata nel punto in cui sorgeva il monumento a Ferdinando Massimiliano, da qui allontanato per motivi politici nel 1920. Bene si inserì questa fontana, circondata da un piccolo giardino munito di comode panchine tra alberi e fiori, in una piazza dal limpido scenario sul mare aperto, degno dello sguardo dominatore del dio Nettuno.” (da: paolorovis blogspot)
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– “Il 24 marzo 1755 il primo tenente d’artiglieria ingegnere Giovanni Corrado de Gerhard, direttore della Commissione alle Fabriche, stese con Giovanni Mazzoleni l’accordo “per l’erezione d’una fontana vicino al Canal Piccolo nella Città Teresa”. Il contratto, approvato il 5 aprile dal capitano civile e comandante militare conte de Hamilton, prevedeva la realizzazione dell’opera a norma di un disegno generale, a cui lo scultore doveva attenersi non solo nelle dimensioni indicate, ma soprattutto nell’aspetto del gruppo scultoreo. All’epoca, il luogo sul quale venne eretta questa elegante fontana era un’area appena interrata che sul lato verso la Città Vecchia era delimitata dal tracciato delle mura medievali, fatte demolire con decreto del 1749 dall’imperatrice Maria Teresa, e l’unico grande edificio allora esistente era quello della Dogana (1750-54). Quest’ultimo si presentava come un’estesa costruzione di forme lineari, decorata unicamente da un ampio balcone sovrapposto al portale di forme settecentesche ed era collocato sul fondo dove ora sorge il Palazzo del Tergesteo. Il sito ancora extraurbano si apriva direttamente verso il mare in linea con il Canal Piccolo, ancora esistente sull’area poi interrata per la costruzione del palazzo della Borsa: sarà quindi molto più tarda la valorizzazione scenografica di questa piazza dalla forma di triangolo irregolare, in cui la fontana si è col tempo trovata in una posizione nè esattamente al centro, nè in un punto funzionalmente coerente alla struttura urbanistica del luogo.
“Con il pretesto che “costituiva un forte ingombro alla viabilità”, il 9 giugno 1930 la fontana fu tolta dal luogo che l’aveva ospitata per ben 165 anni. Smontata, rimase nei depositi comunali fino a quando, il 30 giugno 1951, la nuova ricostruzione attuata dallo scultore Nino Spagnoli e promossa dalla Società di Minerva – fu inaugurata in piazza Venezia alla presenza del sindaco Gianni Bartoli. Il lavoro di montaggio comportò allo Spagnoli un difficile impegno di restauro e ricostruzione dei numerosi pezzi della fontana, mal conservati o dispersi durante i lunghi trentun anni di deposito. La fontana fu collocata nel punto in cui sorgeva il monumento a Ferdinando Massimiliano, da qui allontanato per motivi politici nel 1920. Bene si inserì questa fontana, circondata da un piccolo giardino munito di comode panchine tra alberi e fiori, in una piazza dal limpido scenario sul mare aperto, degno dello sguardo dominatore del dio Nettuno.” (da: paolorovis blogspot)
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