Trieste: Largo Odorico Panfili 1. Palazzo Panfilli.

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Trieste: Largo Odorico Panfili 1. Palazzo Panfilli.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Largo Odorico Panfili 1. Palazzo Panfilli.
– L’edificio, progettato da Francesco Scalmanini nel 1841, è l’unica testimonianza a noi pervenuta del grande passato cantieristico della Trieste ottocentesca. Su questo fondo infatti già dal 1788 sorgeva lo squero di Odorico Panfili, che ricoprì un ruolo di prima linea nella costruzione della prima flotta mercantile triestina e mantenne il suo prestigio per più di cinquant’anni fino al 1852. Attualmente rimane solamente la costruzione annessa al cantiere che ospitava uffici ed abitazioni. La descrizione storico-artistica allegata al decreto di vincolo definisce l’intero complesso edilizio una “prova assai consistente nel patrimonio architettonico edilizio triestino dell’Ottocento, che con il suo impianto, più che con i suoi arredi, ormai perduti, ribadisce la felice congiuntura del periodo neoclassico della città di Trieste.
Sopra il portone principale è visibile un bassorilievo in legno raffigurante una figura femminile con sullo sfondo una nave in costruzione. (da: biblioteche.comune.trieste.it)
– Largo Odorico Panfili: Già piazza dei Carradori, mutò denominazione nel 1883. Con nota d.d. 12.9.1883 la Delegazione Municipale comunicò alla Comunità evangelica di confessione augustana – la cui chiesa si trova al centro del largo – l’intenzione di intitolare il sito «largo» o «piazzetta degli Augustani»; i rappresentanti della Comunità, con lettera d.d. 12.10.1883, suggerirono la denominazione di «piazzetta della chiesa evangelica» oppure, subordinatamente, di «piazzetta Martino», in onore di Martin Lutero. Con delibera Del. Mun. n. 35425 d.d. 22.10.1883 venne stabilito di intitolare il sito piazzetta della chiesa evangelica. Con Delibera del Podestà n. 501 d.d. 4.7.1942 il nome venne nuovamente mutato; tuttavia la denominazione «largo Odorico Panfili» che compare tanto nello stradario ufficiale del Comune di Trieste quanto nella segnaletica stradale è imprecisa nel riportare il nome di colui che si volle ricordare.
– Teodorico Panfilli nacque a Budapest il 2 settembre 1911; laureatosi in medicina, lasciò Trieste, città nella quale la sua famiglia viveva da oltre un secolo e mezzo avendo per molto tempo diretto un cantiere navale, nel 1936 per arruolarsi nell’Esercito, ottenendo di essere assegnato come sottotenente medico al 70 ” Battaglione Coloniale in Abissinia. Cadde a Sellassiè (Africa Orientale) il 17 luglio 1938 e alla sua memoria venne conferita la medaglia d’oro al valor militare, con la motivazione: «Teodorico Panfilli, di Trieste, Tenente Medico del LXX” Battaglione Colonia. Ufficiale medico di una colonna impegnata contro soverchianti forze nemiche, volontariamente assumeva il comando di una squadra e teneva bravamente testa alla irruenza dell’avversario. Costretto a ripiegare in una posizione sistemata a difesa e saputo che un suo collega era stato gravemente ferito, si slanciava fuori della posizione, volontariamente per la ricerca del collega. Ferito una prima volta ad un fianco non desisteva dallo scopo e, trovato l’ufficiale già cadavere, provvedeva ad occultarlo per evitare lo strazio della salma. Durante tale suo pietoso ufficio trovava gloriosa morte. Esempio fulgido di eroismo e di elevatissimo senso del dovere. Selassiè, 17 luglio 1938». (da: A. Trampus e artericerca)

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